DECRETO SVILUPPO, ISTITUTO PRIVACY: PIU’ LUCI CHE OMBRE, MISURE SENSATE E SEMPLIFICAZIONI LIBERALI

09 Mag DECRETO SVILUPPO, ISTITUTO PRIVACY: PIU’ LUCI CHE OMBRE, MISURE SENSATE E SEMPLIFICAZIONI LIBERALI

Roma, 9 maggio 2011 – Lo schema di Decreto Sviluppo, approvato lo scorso 5 maggio dal Consiglio dei Ministri, contiene anche novità positive e utili in materia di protezione dei dati personali.

Luca Bolognini, presidente dell’Istituto Italiano per la Privacy, commenta con favore le nuove norme proposte dal Governo ed elogia le semplificazioni al Codice privacy. “Seppure scritte con un lessico non troppo tecnico e malgrado qualche errore da correggere, si tratta di misure sensate. Il Decreto contiene passi avanti, alcuni in senso liberale, altri in senso interpretativo che aumentano la certezza applicativa del diritto privacy in Italia. Misure come l’esclusione del Documento programmatico sulla sicurezza annuale per i trattamenti di dati sensibili dei lavoratori o come la semplificazione delle comunicazioni di dati infra-gruppo tra società collegate e controllate o, ancora, come l’inapplicabilità del Codice privacy ai rapporti amministrativo-contabili tra imprese non possono che dare ossigeno all’economia quotidiana delle aziende, togliendo, viceversa, costosi margini ad inutili giri di carte e ad applicazioni a volte eccessivamente estensive e pesanti della disciplina. Emerge un quadro a tutto favore dell’effettivo rispetto di sicurezza e privacy, a prescindere da formalismi che non proteggono veramente i dati personali”.

Bolognini aggiunge: “Ci avviciniamo all’Europa, dove adempimenti come il DPS non sono di casa e dove i dati delle persone giuridiche non vengono, normalmente, considerati personali. Ottima, poi, la liberalizzazione del direct marketing cartaceo verso indirizzi pubblicati sugli elenchi telefonici: più libertà di promozione per le imprese e di informazione per i consumatori, ma anche più tutele per i cittadini, che potranno iscriversi al Registro delle opposizioni per non ricevere materiale pubblicitario nella buchetta della posta. Ora si tratta di migliorare il testo in Parlamento, correggendo errori terminologici o ingenuità sistematiche che sono comunque presenti nello schema di decreto”.

Infine, una considerazione sugli argomenti di chi critica queste novità: “Le posizioni, anche all’interno dell’Istituto, sono variegate: c’è chi ha apprezzato le nuove misure proposte dal Governo e chi, invece, le ha considerate sbagliate e fuori luogo. E’ normale che ciò avvenga, trattandosi di misure che prendono una posizione politica netta. L’importante, per chiarezza e verità, è non diffondere informazioni errate sulle conseguenze della modifica normativa: con il DL Sviluppo i dati sensibili dei lavoratori delle imprese non sono stati estromessi dall’applicazione del Codice privacy e le misure di sicurezza restano da rispettare. Anzi, nel nuovo comma 1-bis dell’articolo 34 si chiede al Garante un ruolo attivo nell’indicare precisamente come attuarle. Solo i dati delle persone giuridiche (es. ragioni sociali, iban di società, indirizzi delle sedi aziendali) verranno esclusi dall’applicazione del Codice, come avviene in quasi tutta la UE e solo per certi trattamenti amministrativo-contabili. Dunque, no agli allarmismi e sì, viceversa, alle critiche e ai giudizi competenti, negativi o positivi che siano.”