Diego Fulco, Direttore Generale dell’IIP, commenta così la decisione del Governo di recepire la direttiva europea 2006/24 (o “direttiva Frattini”) in materia di privacy

23 Mag Diego Fulco, Direttore Generale dell’IIP, commenta così la decisione del Governo di recepire la direttiva europea 2006/24 (o “direttiva Frattini”) in materia di privacy

“Bene il Governo: finalmente, seppure con il solito ritardo rispetto al resto d’Europa, l’Italia sta recependo la Direttiva Frattini che stabilisce tempi e modalità chiare per la conservazione delle informazioni telefoniche e telematiche, migliorando la legislazione precedente che era del tutto sproporzionata rispetto alle finalità di giustizia penale per cui era stata introdotta.
Tuttavia, per noi dell’Istituto Italiano per la Privacy, è ancora poco. La normativa sulla conservazione dei dati di traffico si concentra sui Gestori di telefonia e internet, mentre non dà indicazioni specifiche sui motori di ricerca. Eppure, i motori di ricerca detengono informazioni dettagliatissime sulle navigazioni degli utenti. Noi proponiamo di introdurre un limite legale massimo per la conservazione dei dati di navigazione, possibilmente non superiore a 60 giorni dalla generazione dei dati. Inoltre, chiediamo che provider di contenuti e servizi online come Google garantiscano sempre maggiore trasparenza ai propri utenti e favoriscano il diritto di scelta. I navigatori devono poter scegliere cosa fare dei loro dati personali, soprattutto quelli relativi ai propri gusti e interessi e da oggi, con i servizi di nuova generazione, anche alla propria salute. Come recentemente suggerito dal Gruppo Europeo dei Garanti, bisognerebbe dare corpo alla “privacy by design”, incorporando i requisiti in materia di protezione dei dati nei meccanismi operativi dei motori stessi. Se saprà raccogliere la sfida del Gruppo dei Garanti sui motori di ricerca, il Governo italiano potrà essere precursore di un nuovo cambiamento a livello europeo, a favore del mercato e della tutela dei cittadini”.