Decreto Salva-Italia: rivoluzione privacy per le imprese e gli enti

07 Dic Decreto Salva-Italia: rivoluzione privacy per le imprese e gli enti

La Manovra Monti, all’art. 40 comma 2, rivoluziona la disciplina privacy per le persone giuridiche, le associazioni e gli enti, nel senso che i trattamenti di dati relativi a questi soggetti (ma non alle persone fisiche che in essi e con essi operano) non ricadono più nell’applicazione del codice, salvo eccezioni.

Luca Bolognini, presidente dell’Istituto Italiano per la Privacy, commenta la novità normativa: “Salvo diverse interpretazioni da parte del Garante, ciò significa che la persona giuridica esce quasi totalmente dalla disciplina privacy in quanto soggetto da tutelare, cioè non è più considerata “interessato” a prescindere dal fatto che il trattamento avvenga per finalità amministrativo-contabili o meno. Tuttavia, il telemarketing su elenchi continua ad essere tutelato, nel senso che la lettera f) dell’art. 4 comma 2 del Codice privacy, che definisce il concetto di “abbonato”, è l’unica parte a non essere modificata e la persona giuridica continua a rientrarvi: se letto in combinato con gli artt. 129 e 130 comma 3-bis del Codice privacy, ecco che il regime di opposizione e di iscrizione nel registro continuerà ad applicarsi alle persone giuridiche. Così, se e quando sarà emanato il regolamento attuativo, anche gli invii di posta cartacea agli indirizzi fisici degli abbonati persone giuridiche saranno tutelati.”

Bolognini aggiunge un dubbio: “Bisogna vedere che ne sarà delle persone giuridiche che siano abbonati ma che non abbiano il loro numero o il loro indirizzo (quando il regolamento estenderà alla posta cartacea) pubblicato sugli elenchi: in quel caso, mi pare che nessuna tutela privacy sia percorribile, salvo che per le tutele previste per gli abbonati dal Codice (le più significative agli artt. 122, in materia di monitoraggio degli utenti nei servizi di comunicazione, e 126, in materia di geolocalizzazione). Infine, richiamiamo l’attenzione del legislatore su quella che rischia di essere una conseguenza aberrante: ferma restando la possibilità di adire l’autorità giudiziaria, come faranno a difendersi pienamente gli abbonati che non siano anche “interessati”, cioè aziende ed enti, non potendo essi ricorrere al Garante in caso di violazioni delle (ormai poche) norme che continuano a riguardarli? E’ una svista, speriamo, che va subito corretta.”