Istituto Italiano Privacy al Parlamento Europeo: Massima Attenzione su Motori di Ricerca e Governi

08 Ott Istituto Italiano Privacy al Parlamento Europeo: Massima Attenzione su Motori di Ricerca e Governi

Si è tenuto a Bruxelles, presso il Parlamento Europeo, il convegno “Privacy in the Digital Age”, organizzato dalla deputata europea danese Riis Jorgensen. Tra i partecipanti alla tavola rotonda, rappresentanti della Commissione Europea, di OECD (OCSE), nonché di diverse aziende tecnologiche, tra le quali Facebook, Philips, Symantec, RaboBank.
Luca Bolognini, presidente dell’Istituto, partecipando al dibattito commenta “Un’iniziativa apprezzabile e di alto profilo quella proposta della parlamentare europea Riis Jorgensen: si è rivelata infatti l’occasione per fare il punto sullo stato d’avanzamento nelle privacy policies di importanti compagnie ICT internazionali, ma anche per riflettere sui possibili rischi per i cittadini-utenti nel rapporto con gli operatori economici, da un lato, e con i poteri pubblici, dall’altro.” E aggiunge: “Nel dibattito, due i focus emersi con maggiore forza: il pericolo delle profilazioni elettroniche – per esempio attraverso il data mining nei motori di ricerca a scopo pubblicitario – e la sempre maggiore invasività dei governi nelle vite private delle persone – per fini di sicurezza, prevenzione e lotta alla criminalità.

In entrambi i casi, a nostro parere, è giusto procedere in due direzioni: primo servono più informative, più adeguate, per i cittadini-consumatori e per fare questo basta applicare la normativa esistente in UE; secondo, sarebbe auspicabile imporre limiti chiari alla durata e alla modalità di conservazione dei dati da parte dei content providers come Google ma anche dei soggetti pubblici che raccolgono informazioni personali: una innovazione legislativa, a livello comunitario, sembra necessaria per portare ordine in due campi distinti ma accomunati dalla novità delle problematiche, e ancora non sufficientemente regolati. Tutti amiamo la comodità di una pubblicità personalizzata, così come ogni cittadino vuole sicurezza: ma queste libertà vanno certamente bilanciate con il diritto fondamentale alla privacy e alla dignità di ciascuno”.