E Google schiaffa la privacy in homepage

08 Lug E Google schiaffa la privacy in homepage

Roma – Non si è ancora spenta l’eco del cataclisma abbattutosi su Google a causa delle richieste delatorie di Viacom che i riflettori si riaccendono sulle politiche della privacy della corporation. A conti fatti si tratta solo di un nuovo link nella pagina principale del portale, ma per i commentatori e i gruppi di pressione pro-diritti digitali è un segnale decisamente positivo.

Il nuovo link compare in basso nella pagina standard del motore di ricerca, accanto alla notizia di copyright e va a sostituire la parola “Google” con “Privacy”. È scontato che il copyright rimanga di Google stessa, ma la sostituzione si è resa necessaria, spiega la bionda vicepresidente Marissa Mayer sul Google Blog, dietro espressa richiesta dei founder Larry Page e Sergey Brin, che impongono il limite massimo di 28 parole visualizzate in contemporanea sulla pagina. Leggi tutto