Internet: più tutela per i dati personali in Europa

24 Giu Internet: più tutela per i dati personali in Europa

Appello dell’Istituto Italiano per la Privacy al Parlamento Europeo che vota domani in materia di privacy online

L’Istituto Italiano per la Privacy ha presentato oggi al Parlamento Europeo un appello con cui chiede pubblicamente di migliorare la tutela della privacy online per tutti gli utenti della rete.

La Commissione per le Libertà Civili del Parlamento Europeo voterà infatti proprio domani la proposta della Commissione Europea di emendare la Direttiva 2002/22/EC e la direttiva 2002/58/EC.

“Ci aspettiamo che il Parlamento Europeo si esprima per una maggiore attenzione alla privacy online dei propri cittadini” ha dichiarato Luca Bolognini, Presidente dell’IIP. “La proposta della Commissione è un buon inizio, la tutela dei dati personali è una necessità e il sistema normativo va aggiornato: più diritti alla cittadinanza, più libero mercato. Fortificare la protezione, da un lato, e semplificare gli adempimenti burocratici delle imprese, dall’altro, non sono affatto direzioni incompatibili”.

Con l’appello inviato alla Commissione per le Libertà Civili (Civili Liberty Committee) IIP auspica che il Parlamento Europeo si esprima a favore di politiche che sostengano cautele più avanzate – e quindi anche più semplici – nei trattamenti dei dati personali in rete, affermando e portando avanti quattro principi fondamentali: la tutela della privacy dei consumatori, il consenso informato da parte dei consumatori, la consapevolezza e trasparenza delle operazioni di trattamento, la responsabilità dei soggetti titolari. Questi principi devono trovare in particolare applicazione quando si verifichino fusioni, acquisizioni o altre alleanze tra operatori del mercato internet come i motori di ricerca: da tali trasformazioni, possono derivare profilazioni invasive e trattamenti di dati non previsti al momento della raccolta di consenso tra gli utenti.

Recentemente l'”Article 29 Working Party”, un organismo istituzionale composto dalle Autorità per la Privacy degli stati europei e presieduto dalla Commissione Europea, ha pubblicato un importante documento che esprime linee guida per la gestione dei dati online. Secondo le authority europee il periodo di immagazzinamento e detenzione dei dati personali da parte dei motori di ricerca dovrebbe essere limitato a sei mesi. “L’Istituto Italiano per la Privacy sostiene la proposta dell’Article 29 Working Party perchè garantisce ai cittadini europei maggiore tutela della propria riservatezza” ha affermato Luca Bolognini. [statementEP – pdf – 61,1 KB]