Dichiarazione di Luca Bolognini, Presidente Istituto Italiano per la Privacy

30 Apr Dichiarazione di Luca Bolognini, Presidente Istituto Italiano per la Privacy

L’ISTITUTO ITALIANO PER LA PRIVACY (IIP) manifesta la propria viva preoccupazione per quanto accaduto in queste ore, dopo la diffusione pubblica dei dati di reddito dei contribuenti italiani attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate. La posizione del Garante, mirata al blocco immediato della diffusione, è come sempre corretta e ineccepibile.

Luca Bolognini, presidente dell’IIP sostiene che “l’art. 17 del Codice Privacy, al primo comma, affronta il tema del trattamento dei dati diversi da quelli sensibili e giudiziari che presenta rischi specifici per i diritti e le liberta’ fondamentali, nonche’ per la dignita’ dell’interessato, in relazione alla natura dei dati o alle modalita’ del trattamento o agli effetti che puo’ determinare, e’ ammesso nel rispetto di misure ed accorgimenti a garanzia dell’interessato, ove prescritti. Al secondo comma, il medesimo articolo stabilisce chiaramente come le misure e gli accorgimenti di cui al comma 1 sono prescritti dal Garante in applicazione dei principi sanciti dal presente codice, nell’ambito di una verifica preliminare all’inizio del trattamento.

Se è vero che il Ministero dell’Economia è soggetto pubblico sottostante alle più permissive regole degli artt. 18 e ss. del D.Lgs. 196/2003, ci chiediamo se la previsione regolamentare o normativa che consente la diffusione di tali dati non sensibili ma critici sia conforme agli inderogabili principi fondamentali di necessità, pertinenza e finalità del trattamento. Non ci sembra, inoltre, che tra gli scopi naturali della diffusione on line di dati sul reddito possano ravvisarsi quelli di difesa o di sicurezza dello Stato o di prevenzione, accertamento o repressione di reati di cui all’art. 58. Se, da un lato, il diritto alla riservatezza dei cittadini deve naturalmente cedere il passo alle funzioni pubbliche, dall’altro è lecito domandarsi dove si ponga il discrimine tra il rispetto della dignità delle persone e ragioni di ordine e sicurezza.”