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02 Dic L’Italia limita il riuso dei dati per ricerca scientifica, il Governo rimedi l’errore

Roma, 2 dicembre 2017 – Dal 12 dicembre 2017, l’Italia si trasforma in un Paese meno libero di fare ricerca scientifica elaborando dati. Il nuovo art. 110-bis del Codice Privacy, introdotto con legge n. 167/2017, limita gravemente il riutilizzo di dati per fini di ricerca scientifica o per scopi statistici.

L’avvocato Luca Bolognini, presidente dell’Istituto Italiano per la Privacy, commenta la novità con forte preoccupazione e critiche precise: “Questa modifica legislativa rischia di rivelarsi tragicomica e dannosa per almeno tre ragioni: la prima è che si prevede un’autorizzazione dell’Autorità Garante al “secondary use” dei dati per scopi di ricerca scientifica o statistici, quando invece il Regolamento privacy 2016/679(UE) – il cosiddetto GDPR, applicato dal 25 maggio 2018 – va proprio in una direzione ostinata e contraria con i cons. 33, 50, 159 e l’art. 89. Il GDPR anzi amplia i margini per trattare dati personali per finalità secondarie compatibili, come la ricerca scientifica, senza consenso (fatto salvo il caso speciale del riuso dopo sperimentazioni cliniche) e senza pre-autorizzazioni burocratiche.

In secondo luogo, nel testo del nuovo 110-bis italiano si stabilisce che il Garante autorizzi l’uso di dati a condizione che essi, tra l’altro, siano anche anonimizzati (e non solo minimizzati nel loro trattamento): da quando in qua la normativa privacy si applica ai dati anonimizzati e quindi non più personali?”.

Bolognini aggiunge, rincarando la critica: “Non c’è due senza tre: si introduce addirittura, per l’istanza di autorizzazione, una forma di silenzio-rigetto dopo appena 45 giorni dalla richiesta; povera Autorità, dovrà correre – o povera ricerca scientifica, dovrà fermarsi. E’ chiaramente una norma che si pone in contrasto con il GDPR e con il buon senso, e che rischia di danneggiare gravemente la ricerca nazionale. Speriamo che il Governo, nell’esercitare la delega ex art. 13 L. 163/2017 per il riordino del Codice Privacy nei prossimi mesi, ponga urgente rimedio a questo macroscopico errore di politica del diritto e di visione strategica”.

Qui il testo della nuova legge n. 167/2017, il cui articolo 28 introduce le norme oggetto del presente comunicato: http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/11/27/17G00180/SG

info@istitutoitalianoprivacy.it
L’Istituto Italiano per la Privacy e la Valorizzazione dei Dati (IIP) è un centro di ricerca e di advocacy finanziato anche da soggetti privati (persone fisiche, associazioni, studi legali e aziende anche multinazionali) dedicato alle tematiche della protezione e della valorizzazione dei dati personali, dell’informazione e dell’identità nella società globale dell’ICT.


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